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sabato 9 aprile 2016

Pierpaolo o Piergiorgio? Cinque motivi per scegliere le primarie

1) Perché Pierpaolo Vargiu e Piergiorgio Massidda sono due politici esperti, onesti, e con una visione chiara di come deve diventare la nostra città. Sarebbero entrambi degli ottimi sindaci, ma il posto a Palazzo Bacaredda, purtroppo, è uno solo.

2) Perché i due hanno un programma molto simile, che punta all'occupazione, alla creazione di impresa e al rilancio economico della città. Fondamentalmente si rivolgono alla stessa area liberale e pescano, quindi, nello stesso elettorato.

3) Perché la storia, soprattutto quella recente, ci ha insegnato che gli elettori non apprezzano le frammentazioni. I cagliaritani – lo stanno dicendo da mesi, in tutti i modi – vogliono un centrodestra unito.




















4) Perché dare la parola agli elettori è il metodo più democratico che mi viene in mente. Le primarie, inoltre, coinvolgerebbero migliaia di persone, e l'onda dell'entusiasmo trascinerebbe il candidato vincente fino al giorno del voto.

5) Per vincere. L'abbiamo sempre detto: i numeri non mentono, e presentarsi divisi significa andare incontro a una sconfitta. Noi, invece, vogliamo vincere.

FRANCESCO FUGGETTA  - #CA_mbia CAGLIARI

Ascensori di Castello, una barzelletta che non fa più ridere

È successo di nuovo: dodici turisti, tra cui un minorenne, sbarcati da una nave da crociera, questa mattina sono rimasti intrappolati per quasi mezz'ora nell'ascensore che collega viale Regina Elena a piazza Palazzo.

L'ascensore si è bloccato a mezz'aria fino all'arrivo della polizia municipale, dei vigili del fuoco, di un'ambulanza del 118 e dei tecnici della ditta che si occupa della manutenzione, che hanno liberato i turisti, spaventati e accaldati.

Ormai non si contano più le volte che è capitato, in uno dei quattro impianti. Noi della lista civica Cambiavento speravamo che la lunga attesa sarebbe stata premiata, prima o poi, dal loro funzionamento. Lo speravano, soprattutto, gli abitanti di Castello, isolati nel loro quartiere per gran parte del 2015, fra collaudi ministeriali e odissee legate ai pezzi di ricambio.
















Così non è stato. Sappiamo bene che la Giunta ha approvato il bando da 1.200.000 euro per l'acquisto dei nuovi ascensori, ma sappiamo anche che dalle casse del Comune escono ogni anno ben 220mila euro per la manutenzione e i pezzi di ricambio degli impianti.

Pretendere che funzionino ci sembra il minimo. Ma forse quello di sequestrare i turisti negli ascensori è l'unico modo rimasto all'amministrazione per farli restare a Cagliari...

FRANCESCO FUGGETTA - #CA_mbia CAGLIARI


mercoledì 16 marzo 2016

Erosione Poetto: la soluzione non è il ripascimento


Ormai lo sanno anche i muri portare sabbia dal fondo del mare o da altri luoghi per “rifare” la spiaggia non è una soluzione. Certo, è una trovata elettorale, conquista qualche riga di qualche giornale ma sarebbe solo un inutile sperpero di denari pubblici. Tecnicamente le spiagge si formano dai detriti portati dai corsi d’acqua verso il mare; è chiaro che se si creano delle “dighe” con strade, edifici o si deviano i normali corsi di canali la spiaggia non si rigenera e la sabbia viene inghiottita dal mare.

giovedì 3 marzo 2016

Ma cali sardu... We need to learn English!


Leggiamo con stupore che il dibattito fra due dei candidati a sindaco verte sulla necessità di illustrare il loro programma metà in sardo e metà in italiano. Con i problemi che ha Cagliari, primi fra tutti la disoccupazione e la fuga dei giovani dalla città, noi di Cambiavento reputiamo semplicemente assurdo che i temi all'ordine del giorno siano questi.

Scritte sui muri e indignazione a senso alternato

Intervenire e indignarsi solo quando ad essere danneggiato è un bene realizzato dall'attuale giunta ci sembra un abile esercizio di doppiopesismo.

Martedì scorso, sul lungomare del Poetto, sono apparse diverse scritte sulle panchine e sui muri dei baretti. I cittadini si sono mobilitati per denunciare l'accaduto e identificare il responsabile. Ieri il sindaco si è congratulato con loro, definendo il colpevole “un incivile e nemico del Poetto”.